We meet the rest

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We meet the rest

Ieri sera abbiamo inaugurato la tappa milanese del “tour italiano” di Questo Paese. E’ stata una serata incredibilmente positiva che ha rappresentato un doppio momento di uscita dal virtuale e di contatto con la realtà.

In primo luogo, ovviamente, l’oggetto della serata: la mostra. Dopo quasi un anno ho avuto finalmente modo di vedere dal vivo le stampe. Bellissimi oggetti fisici, per certi versi sorprendenti nella loro realizzazione, che mi hanno lasciato una gran voglia di approfondire il tema della stampa su carta, per capirne un po’ di più.

Il secondo momento di presa di contatto col reale, e quello decisamente più importante, è l’incontro con tanti compagni di viaggio finora solo virtuali. Vedere radunati nello stesso luogo tanti colleghi “compaesani” o amici del gruppo Facebook “We do the rest” mi ha dato strane, forti, sensazioni. Sensazioni molto positive. Non voglio addentrarmi in pericolose disquisizioni sociologiche sul ruolo dei social network. Voglio solo rilevare come un contatto umano, quando si creano comunità virtuali così attive come la nostra, è più che necessario per avanzare nel percorso insieme. E lo dice uno che, per carattere, non ha certo nelle interazioni sociali un suo punto di forza e che davanti a un computer ci sta da dio.

E’ stata una serata molto positiva, allegra, sicuramente anche per la scelta strategica di ambientarla in un cocktail bar: alzare il tasso alcoolico generale ha certo aiutato a limare imbarazzi! E’ stata anche una serata caotica, mi dispiace di non essere riuscito a scambiare almeno qualche parola significativa con tutte le facce note del gruppo. Anzi, con tutti gli avatar noti, che molti preferiscono celarsi dietro icone neutre e riconoscerli, in questi contesti, diventa un casino!

Avevo già partecipato ad altri incontri simili, a ranghi ridotti, tutti sempre molto positivi, ma la serata di ieri mi restituito fortissima la sensazione di far parte di un vero gruppo, con una forte voglia di condivisione e partecipazione, non solo un numero limitato di persone che, incidentalmente, sono state selezionate per partecipare ad un progetto collettivo.

In serate come questa viene fuori la forza, ancora non del tutto espressa, di un gruppo come WDTR, e devo ringraziare Fulvio per aver dato il via ad un circolo tanto virtuoso, i colleghi/amici del gruppo per il clima allegro che hanno saputo creare e tutti gli intervenuti per il loro interesse e la loro partecipazione.